mercoledì 5 aprile 2017

TENTANDO SI IMPARA

In questi 5 anni di scuola Elementare ho davvero sperimentato di tutto per la buona riuscita dei compiti a casa.Le strategie sono davvero tutte efficaci, ma con il passare del tempo occorre cambiarle e a volte migliorarle. Eccone Alcune, SI ACCETTANO SUGGERIMENTI!
PUNIZIONI Per prima cosa abbiamo adottato la soluzione più drastica e ahimè più SBAGLIATA! infatti non ha sortito alcun beneficio, Alesandro non migliorava e odiava sempre di più fare i compiti. Mi si stringe il cuore se penso a quanto l'ho assillato. Si nascondeva sotto il tavolo!
Quando mi sono resa conto che per Alessandro 1 Minuto o 1 Ora erano esattamente la stessa cosa, non conoscendo lui l'orologio, ho scaricato sul cellulare questa Applicazione che permetteva di decidere il tempo e che simulava lo scendere della sabbia in una clessidra. L'idea si rivelò per molto tempo GENIALE!Alessandro infatti sia che io inserissi 5 minuti che 30 per tutto il tempo rimaneva seduto a svolgere il compito che doveva fare. Il problema è sorto quando la Clessidra per lui è diventata un gioco... voleva cambiare il colore ogni volta... oppure si fissava a guardare scorrere la sabbia per vedere quando finiva..... il mio trucchetto a questo punto divenne Vano
Permisi ad Alessandro Frequenti intervalli tra un esercizio e l'altro e anche questo fu di giovamento, questo lo facciamo tutt'ora, ma è importante gestire questo molto bene. Al trainig ci hanno spiegato che insistere troppo affinchè prima di interrompere finiscano un esercizio può diventare controproducente(proprio perchè molti bambini con ADHD non hanno il senso del tempo) una volta ottenuto di interrompere il compito (se non rispettiamo i loro tempi)temendo che l'eppisodio possa ripresentarsi tenterà di non tornare al nostro richiamo di ripresa lavori, questo per il timore di essere praticamente intrappolato. Alessandro quando insistevo per fargli fare i compiti , sopratutto quando si trattava di leggere, si nascondeva sotto il tavolo
ricordo una volta in particolare in cui ci si rannicchiò sotto e si mise a piangere. Istintivamente avrei voluto URLARE, ma il suo pianto disperato non era quello di un capriccio, ma piuttosto quello di un richiamo d'aiuto.
"NON IMPORTA ALESSANDRO...PAZIENZA" gli dissi " VORRA' DIRE CHE NON IMPARERAI MAI A LEGGERE, IO MI ARRABBIIO NON PERCHE' NON SEI CAPACE, MA PERCHE' NON CI PROVI! E IN OGNI CASO ARRABBIATA O NO CHE IMPARI O NO IO SONO LA TUA MAMMA E TI VOGLIO BENE LO STESSO!" Lo ricordo bene perchè da quel momento uscì da sotto il tavolo e con GRAN FATICA iniziò a leggere.....
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MAMMA INADEGUATA

Vero che Alessandro sta andando piuttosto bene a scuola, ma gli altri aspetti a volte diventano Pesanti! Mi sento una Madre davvero I...